I documenti ufficiali relativi al Sinodo sui giovani sono concordi nel sottolineare un dato peraltro ben noto a chiunque si occupi di sociologia, antropologia culturale e pastorale: il permanere della “spiritualità” in un mondo, almeno quello Occidentale, che registra in tutta evidenza il crescente abbandono delle “religioni” storiche. «In generale [i giovani] si dichiarano aperti alla spiritualità, anche se il sacro risulta spesso separato dalla vita quotidiana. Molti ritengono la religione una questione privata e si considerano spirituali ma non religiosi (nel senso di appartenenti ad una confessione religiosa)». Così l’Instrumentum laboris del suddetto Sinodo al n. 29. Il tema è ripreso e sviluppato dal documento finale della medesima assise sinodale: «In generale i giovani dichiarano di essere alla ricerca del senso della vita e dimostrano interesse per la spiritualità. Tale attenzione però si configura talora come una ricerca di benessere piscologico più che un’apertura all’incontro con il Mistero del Dio vivente. […]» (n. 49).

Quanto è detto nei due documenti a proposito dei giovani può essere sostanzialmente applicato al mondo degli adulti. La riflessione catechetica non può dunque ignorare questo elemento che, come avrebbero detto i catecheti francofoni di qualche decennio fa, può essere considerato una «pierre d’attente», una pietra di “aggancio” o di “appoggio” in una costruzione, cioè – fuor di immagine – come una componente della situazione e della cultura del momento che la catechesi deve saper valorizzare per un annuncio efficace.

  • La riflessione sull’argomento proposta dal presente fascicolo di Catechesi si apre con un intervento di Luigi Berzano, professore emerito di sociologia all’Università di Torino che traccia, dal suo ambito di competenza, una densa sintesi sull’argomento, presentando l’evoluzione storica della problematica e la variegata fioritura attuale delle più diverse forme di spiritualità.
  • Segue l’analisi di Luis Moral, docente di discipline pastorali e catechetiche all’Università Pontificia Salesiana di Roma.  Partendo dal presupposto che l’attenzione del giovane alla spiritualità ha a che fare con la “ricerca di sé”, l’autore coglie tutte e implicanze che questo dato comporta per la riflessione catechetica e la prassi catechistica; il tutto con riferimento specifico alla situazione giovanile italiana.
  • Il terzo contributo esce dall’ambito strettamente catechistico per affrontare l’argomento dal punto di vista dell’insegnamento religioso nella scuola. Interviene sull’argomento un noto specialista in materia, Flavio Pajer. Dopo aver evidenziato che l’attenzione alla/e spiritualità è già presente in molte legislazioni europee in materia di insegnamento religioso, l’autore sottolinea come la cura della spiritualità sia quanto mai necessaria in una scuola spesso ostaggio di saperi “strumentali”, e indica alcune concrete vie lungo le quali procedere per una sua adeguata valorizzazione.